Addio a Emma Bonino la leonessa dei diritti civili e della lotta politica

La leader radicale era uscita da poco dalla terapia intensiva anche se la situazione fosse "delicata"
È un giorno di profondo lutto per la politica italiana ed europea. All'età di 78 anni è deceduta Emma Bonino, storica leader radicale, fondatrice di +Europa e figura centrale della storia repubblicana. Ricoverata nei giorni scorsi a Roma a seguito di un aggravarsi delle sue condizioni di salute, se ne va una delle protagoniste più lucide, coraggiose e intransigenti del panorama politico italiano.
Il commosso addio di +Europa e il ricordo trasversale delle istituzioni
La notizia della scomparsa è stata diffusa da +Europa, il partito che guidava e che ha voluto ricordarla con parole cariche di emozione: «Ci ha lasciato, ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero».
La scomparsa di Bonino ha suscitato un'immediata ondata di cordoglio unanime, varcando ogni steccato ideologico e politico:
-Giorgia Meloni: La Presidente del Consiglio ha espresso il proprio cordoglio definendola una "voce forte e riconoscibile", capace di segnare profondamente i dibattiti del Paese.
-Antonio Tajani: Il ministro degli Esteri ha sottolineato il legame ideale che univa molti esponenti politici alla sua figura, ricordando: "Ci univa un grande sentimento europeista".
-Ignazio La Russa: Il Presidente del Senato ha manifestato il suo "sincero dispiacere" per la perdita di un'autentica protagonista delle istituzioni.
-Roberta Metsola: La presidente del Parlamento Europeo ha voluto rimarcare la portata internazionale del suo impegno, affermando che "l'Unione Europea sentirà la sua mancanza".
Una vita in prima linea per la libertà
Nata a Bra nel 1948, Emma Bonino ha legato indissolubilmente il suo nome alle grandi battaglie per i diritti civili in Italia a partire dagli anni Settanta: dalla depenalizzazione e legalizzazione dell'aborto con il Partito Radicale, alle lotte per l'amnistia, la giustizia giusta, l'antiproibizionismo e la difesa dei diritti umani a livello globale.
Più volte ministra della Repubblica, commissaria europea e parlamentare instancabile, Bonino si è battuta fino agli ultimi giorni della sua vita con la consueta tempra e passione civile, incarnando l'esempio di una politica vissuta come servizio e militanza intransigente. Con lei scompare un pezzo fondamentale della storia laica e liberale italiana.

