Giornata internazionale del tè: Più di una bevanda, un simbolo globale

Dietro ad ogni tazza c’è una storia che racconta un patrimonio di cultura, lavoro e sostenibilità
Dopo l’acqua, è il tè la bevanda più diffusa al mondo. Ma il tè è molto più di un liquido dissetante, per molti Paesi è diventato un rito e un’importante risorsa economica per le comunità che lo producono, prima fra tutti la Cina, dove la pianta della Camellia sinensis ha radici millenarie.
Proprio per riconoscere il valore sociale, economico e culturale di questa pianta, la FAO (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) ha istituito la Giornata Internazionale del Tè, che si celebra tutti gli anni il 21 maggio. La scelta di questa data non è casuale: maggio rappresenta un periodo chiave per la raccolta del tè in molti Paesi produttori.
La coltivazione del tè fornisce occupazione e reddito a milioni di piccoli coltivatori che arrivano a produrre il 60% della produzione mondiale, integrando le derrate provenienti da grandi piantagioni.
Il tè prospera in condizioni e ambienti agroecologici molto specifici, spesso influenzati dai cambiamenti climatici. In queste aree, secondo stime Fao, oltre 13 milioni di persone, tra cui piccoli agricoltori e le loro famiglie, dipendono dal settore del tè per il loro sostentamento. Per le donne in particolare il lavoro in questo settore rappresenta una chance di inclusione economica, rafforzando la resilienza della comunità molto povere.
Coltivato in oltre 68 Paesi, il tè è disponibile in molte varietà, che differiscono a seconda della tecnica di ossidazione e fermentazione utilizzata. Cina, Repubblica di Corea e Giappone vantano 5 siti di coltivazione del tè designati dalla Fao come Sistemi del Patrimonio Agricolo di Importanza Globale.
Verde o nero, il tè è una bevanda amica della salute, grazie al suo contenuto di polifenoli, che hanno proprietà antiossidanti, proteggono la parete delle arterie e hanno un effetto sui livelli di colesterolo totale e LDL. In altre parole, svolgono un ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e alcuni studi stanno indagando un potenziale effetto anche nella riduzione del rischio di tumore.
Un elisir di benessere: Le proprietà del tè
Bere tè fa bene al corpo e alla mente. Sebbene esistano migliaia di varietà, tutte nascono dalla stessa pianta e condividono incredibili benefici per la salute:
-Ricco di antiossidanti: In particolare i polifenoli, che aiutano a combattere l'invecchiamento cellulare e proteggono il cuore.
-Alleato del metabolismo: Il tè verde e il tè oolong stimolano la termogenesi (la capacità del corpo di bruciare grassi).
-Idratazione e digestione: Oltre a idratare l'organismo, una tazza calda dopo i pasti facilita i processi digestivi.
-Energia "calma": La combinazione di caffeina (teina) e L-teanina (un amminoacido) stimola il cervello migliorando la concentrazione, ma senza causare l'ansia tipica del caffè.
Chi ne beve di più? La classifica dei consumi
Se pensiamo ai grandi consumatori di tè, la mente vola subito al Regno Unito e alla sua celebre tradizione dell'Afternoon Tea, che resta un pilastro sociale indiscusso con quasi 2 chili di foglie consumate all'anno per persona. In realtà, guardando la classifica del consumo pro capite mondiale, i britannici si posizionano solo al terzo posto. Sul secondo gradino del podio troviamo a sorpresa i vicini dell'Irlanda, dove si superano i 2 chili e mezzo a testa grazie a una preferenza per miscele nere molto forti e robuste, rigorosamente servite con il latte. Il primato assoluto spetta invece alla Turchia: qui ogni cittadino consuma in media oltre 3 chili di tè all'anno. Il Çay turco, un tè nero intenso, viene preparato con una doppia teiera e servito bollente nei tipici bicchieri di vetro a forma di tulipano, accompagnando ogni momento della giornata, dalle colazioni agli incontri d'affari. Paesi come la Cina e l'India consumano quantità totali nettamente più elevate in termini assoluti, ma avendo popolazioni immense, il loro dato calcolato per singolo abitante risulta statisticamente più basso.
I tè più amati e le varietà più famose
Nel mondo si consumano principalmente tre grandi famiglie, ognuna nata da un diverso grado di ossidazione delle foglie:
Il tè Nero (75% del consumo mondiale): È il re indiscusso in Occidente. Tra i più famosi ci sono l'English Breakfast (robusto e perfetto con il latte) e l'Earl Grey (aromatizzato all'olio di bergamotto).
Il tè Verde (20% del consumo mondiale): Popolarissimo in Asia (Cina e Giappone). Spiccano il Longjing (cinese, dal retrogusto di nocciola) e il Sencha giapponese.
Il tè Oolong (o tè blu): Una via di mezzo tra il verde e il nero, parzialmente ossidato, amatissimo dagli intenditori per le sue note floreali e fruttate.
I tè più curiosi e rari del mondo
Per i veri appassionati, il mondo della Camellia sinensis offre delle vere e proprie rarità e stranezze ideonee a palati curiosi:
-Tè Matcha (Giappone): Non si lascia in infusione, ma si beve la foglia stessa. È una finissima polvere verde brillante che viene schiumata con un frustino di bambù. Oggi è un fenomeno globale anche nella pasticceria.
-Pu-Erh Invecchiato (Cina): Un tè post-fermentato che viene pressato in panetti o "torte" e lasciato invecchiare per anni, a volte decenni. Ha un sapore intensamente terroso, di sottobosco, e costi che per i pezzi rari superano le migliaia di euro.
-Lapsang Souchong (Cina): Un tè nero le cui foglie vengono asciugate sopra falò di legno di pino. Il risultato? Un profumo e un sapore marcatamente affumicato, che ricorda il barbecue o il whisky scozzese.
-Tè Giallo: Una delle varietà più rare in assoluto. Subisce un processo di post-fermentazione termica leggerissimo che elimina il sapore "erbaceo" tipico del tè verde, regalando una bevanda vellutata e dolcissima un tempo riservata solo agli imperatori cinesi.
Che sia un classico Earl Grey o un pregiato Pu-Erh, il 21 maggio è la scusa perfetta per riempire la tazza e celebrare una storia millenaria che unisce i popoli.

