Emergenza trasporti al Sud: blocchi dei Tir, supermercati vuoti e aeroporti a secco di jet fuel

L'effetto domino dello sciopero ha ora travolto anche l'aviazione civile
Il Sud Italia continua a rimanere congelato nella morsa dei blocchi stradali organizzati dagli autotrasportatori in protesta contro il caro carburanti. Nonostante i tentativi di mediazione e le misure annunciate dal Governo, i presidi sui principali snodi viari e autostradali non si sono ancora sciolti, provocando pesanti ripercussioni sulla viabilità, sulla filiera alimentare e, nelle ultime ore, persino sul traffico aereo.
Chilometri di code, sabotaggi e merci bloccate
La situazione sulle arterie stradali del Mezzogiorno resta critica. Si registrano chilometri di coda e forti rallentamenti alle porte delle grandi città e nei pressi degli interporti logistici. Tensione altissima nei presidi, dove si segnalano anche episodi estremi: sono giunte le prime denunce per pneumatici tagliati ai Tir da parte di frange oltranziste di manifestanti, un'azione intimidatoria pensata per impedire la ripartenza dei camionisti intenzionati a riprendere il viaggio.
Il blocco logistico sta mettendo a dura prova la distribuzione di beni primari: tonnellate di prodotti alimentari deperibili ma anche farmaceutici essenziali restano inchiodati sull'asfalto, lasciando desolatamente deserti molti scaffali dei supermercati e creando forte apprensione tra le strutture sanitarie e i cittadini.
La protesta travolge i cieli: "Rifornitevi altrove"
L'effetto domino dello sciopero ha ora travolto anche l'aviazione civile. Le cisterne che alimentano i depositi negli scali non riescono a superare i blocchi stradali, portando diversi aeroporti del Mezzogiorno a soffrire di una grave carenza di carburante A-1 (jet fuel).
Di fronte al rischio di paralisi, sono stati diramati diversi avvisi ufficiali per segnalare la carenza di carburante, rivolgendo un appello chiaro alle compagnie aeree e ai piloti: "Rifornitevi altrove". Ai comandanti dei voli in arrivo viene richiesto di imbarcare nello scalo di partenza una quantità sufficiente di jet fuel per coprire anche la tratta successiva di rientro.
Quali sono gli scali a rischio: da Crotone a Napoli
La mappa delle criticità copre gran parte delle regioni meridionali:
-Calabria (Crotone e Reggio Calabria): Sono tra gli scali più colpiti. Per gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria è stata segnalata l'impossibilità di garantire il pieno rifornimento, costringendo i vettori a viaggiare con scorte autosufficienti. Situazione al momento più sotto controllo a Lamezia Terme.
-Sicilia (Catania): Anche per l'aeroporto di Catania Fontanarossa si registrano forti limitazioni nella disponibilità di Jet A-1, con la raccomandazione di effettuare il rifornimento preventivo prima dell'atterraggio nell'isola.
-Campania (Napoli e Salerno): Tensione altissima all'aeroporto di Capodichino. È stato lanciato l'allarme chiedendo con urgenza l'intervento della Prefettura affinché venga garantita la scorta ai mezzi e sia ripristinato l'accesso ai depositi di carburante di Napoli, costantemente presidiati dai manifestanti.
-Puglia (Bari e Brindisi): Anche per gli scali pugliesi sono state segnalate possibili restrizioni nelle operazioni di rifornimento a scopo precauzionale.
Chiesto lo sblocco immediato dei depositi
Con il persistere delle proteste e il reale rischio di cancellazioni e ritardi a catena nei voli nazionali e internazionali, dalle strutture aeroportuali e dalle istituzioni locali sale la richiesta di aprire corridoi di garanzia. L'appello indirizzato alle autorità è perentorio: autorizzare lo sblocco dei depositi di carburante e permettere il libero transito dei mezzi di soccorso e approvvigionamento, prima che il blocco della viabilità stradale e aerea trasformi la protesta in una vera emergenza nazionale.


