Famiglia nel bosco di Chieti e l'attacco di Salvini: quando la libertà incontra i servizi sociali

"Decisione dello Stato vergognosa, andrò sul posto"
La vicenda della famiglia anglo-australiana che viveva nei boschi di Palmoli (Chieti) è diventata, in pochi giorni, uno dei casi più discussi del Paese. Catherine Birmingham (45 anni, australiana ed ex insegnante di equitazione) e il marito inglese Nathan Trevallion (51 anni, descritto dai media come artigiano ebanista con esperienza nella vendita di mobili) hanno scelto di crescere i loro tre figli minori, fra i 6 e gli 8 anni, in un’ex casa colonica isolata, raggiungibile da una strada sterrata, circondata da qualche animale domestico, un piccolo orto, senza allacci a gas, luce e acqua corrente.
Secondo i resoconti giornalistici e gli atti citati dalla stampa, l’abitazione è descritta nei documenti giudiziari come in condizioni strutturali precarie, priva di servizi igienici tradizionali, integrata da una piccola roulotte, stufa a legna per riscaldarsi e cucinare, alcuni pannelli solari e acqua prelevata da un pozzo.
I genitori sostengono di aver optato per l'autosufficienza e l'istruzione parentale (homeschooling e "unschooling"), un metodo che, a detta loro, permette ai bambini di imparare in modo spontaneo e in armonia con la natura, pur garantendo l'idoneità scolastica. La loro vita tranquilla, dedita alla cura degli animali, dell'orto e all'apprendimento non convenzionale, è finita sotto i riflettori della Procura dei minorenni dell'Aquila a seguito di un episodio di intossicazione da funghi che ha coinvolto l'intera famiglia.
I successivi controlli da parte dei Carabinieri hanno messo in luce condizioni abitative ritenute non idonee e un presunto isolamento sociale. Nonostante la famiglia sia economicamente indipendente e i genitori abbiano cercato di dimostrare la validità del loro metodo educativo, il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha prima sospeso la potestà genitoriale (pur lasciando inizialmente i figli con loro) e, di recente, ha disposto l'allontanamento dei tre bambini, trasferendoli in una struttura protetta, sebbene la madre possa stare con loro.
La dura critica di Salvini: "Vergognosa decisone dello Stato"
Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto duramente sulla questione, criticando apertamente la decisione del Tribunale dei minori. Salvini ha definito la decisione come "vergognosa", sostenendo che lo Stato non dovrebbe intromettersi in scelte di vita personali di due genitori che amano i propri figli e che hanno scelto un modello di vita alternativo.
Salvini ha espresso la sua intenzione di "andare sul posto" per esprimere solidarietà alla famiglia e ha firmato la petizione online in loro favore. La sua critica si è poi spostata sul tema della disparità di trattamento da parte delle istituzioni, mettendo in drammatico contrasto il caso di Chieti con quello del campo rom di Giugliano (Napoli).
Matteo Salvini ha usato il caso della famiglia di Palmoli per denunciare quella che ritiene essere una scandalosa inerzia dello Stato in situazioni di reale emergenza per l'infanzia. Riferendosi al campo rom di Giugliano, il vicepremier ha attaccato: "Sono stato nel campo rom di Giugliano alle porte di Napoli la settimana scorsa, con centinaia di bimbi in età scolare e non a scuola, sporchi, senza insegnanti, senza luce gas e acqua e con genitori che in molti casi campano rubando. Lì dove sono gli assistenti sociali? Dov'è la procura, il tribunale dei minori, lo Stato?"
Il paragone, molto criticato da alcuni, mira a evidenziare una presunta contraddizione nelle priorità delle autorità: lo Stato interviene con la misura estrema dell'allontanamento in un contesto di scelta di vita alternativa e autosufficiente (Chieti), mentre, secondo Salvini, trascura situazioni di evidente degrado, illegalità e assenza dei servizi essenziali che ledono la salute e l'istruzione dei minori (Giugliano). L'obiettivo politico del vicepremier è quello di denunciare la mancanza di un intervento statale nei campi rom, che egli mira a chiudere, come ha ribadito in diverse occasioni.

