L'Iran si ritira dai Mondiali 2026: "Migliaia di nostri cittadini uccisi, non giocheremo negli USA"

Parole categoriche del ministro dello sport Ahmad Donyamali
La notizia era nell'aria, sospinta dai venti di guerra che soffiano con violenza crescente in Medio Oriente, ma ora ha assunto i contorni dell'ufficialità politica. Con un annuncio che scuote il mondo sportivo e diplomatico, il ministro dello Sport iraniano, Ahmad Dunyamali, ha confermato che la nazionale di calcio dell'Iran (il "Team Melli") non parteciperà alla Coppa del Mondo 2026 in programma la prossima estate tra Stati Uniti, Messico e Canada.
Le parole categoriche di Dunyamali
In un'intervista televisiva che ha raggelato le speranze dei tifosi, il Ministro ha usato toni durissimi, puntando il dito direttamente contro Washington. "Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare. Le misure malvagie intraprese dagli Stati Uniti contro l'Iran negli ultimi otto o nove mesi hanno portato all'uccisione di diverse migliaia di nostri cittadini. Non giocheremo sul suolo di chi ci attacca," ha dichiarato Dunyamali.
Il riferimento del ministro è al conflitto scoppiato nelle ultime settimane e all'escalation militare che ha visto coinvolti direttamente gli USA e Israele in operazioni contro infrastrutture iraniane. Per il governo di Teheran, la partecipazione a un evento sportivo ospitato dal nemico giurato è diventata politicamente e moralmente inaccettabile.
Trump invita l'Iran, ma arriva il ritiro
Nonostante la guerra, il presidente statunitense Donald Trump sperava che l'Iran si presentasse regolarmente. Così aveva annunciato il numero uno della Fifa, Gianni Infantino, sottolineando come "un evento come la Coppa del Mondo serve più che mai a unire le persone". "Durante i colloqui il presidente Trump ha ribadito che la squadra iraniana è naturalmente la benvenuta a prendere parte al torneo negli Stati Uniti", le parole di Infantino, poche ore prima dell'annuncio del ministro iraniano.
Mondiali 2026, l'Iran avrebbe dovuto giocare proprio negli Usa
Taremi e compagni avrebbero fra l'altro dovuto giocare le proprie partite del girone (e l'eventuale sedicesimo di finale) proprio negli Stati Uniti, non in Messico o Canada. Inserito nel gruppo G, l'Iran avrebbe affrontato la Nuova Zelanda il 15 giugno e il Belgio il 21 giugno al SoFi Stadium di Inglewood, Los Angeles e infine l'Egitto il 26 giugno al Lumen Field di Seattle.
Cosa succede in caso di ritiro di una squadra dai Mondiali e chi la sostituisce?
Ora chi potrebbe sostituire l'Iran al Mondiale 2026? Il regolamento Fifa all'articolo 6.7 non dà indicazioni precise: "La Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un'altra associazione".
Statuto che lascia ampio margine di decisione e non indica soluzioni precise, ma è evidente che la decisione dell'Iran porterà la Fifa a pronunciarsi presto sul tema.
In caso di mancata vittoria dei playoff, la prima soluzione potrebbe riguardare l'Iraq, possibile prima esclusa nella confederazione asiatica. Per il 31 marzo, è in programma la sfida fra Iraq e la vincitrice di Bolivia-Suriname. Partita fra l'altro a rischio perché dovrà svolgersi a Monterrey, in Messico, e al momento lo spazio aereo iracheno rimane chiuso proprio a causa della guerra in Medio Oriente.

