Morgan rischia 9 mesi di carcere per insulti alla polizia: "profonda sofferenza psicologica"

Martedì, 28 Ottobre 2025. Nelle categorie Cronaca, Primo Piano, Musica, Notizie

Morgan rischia 9 mesi di carcere per insulti alla polizia:

L'episodio risale durante lo sfratto del 2019

Marco Castoldi, in arte Morgan, rischia una condanna a nove mesi di reclusione con l'accusa di oltraggio a pubblico ufficiale. L'episodio contestato risale al giugno 2019, momento del suo sfratto dalla storica abitazione di Monza, un evento mediaticamente molto seguito e che per il musicista ha rappresentato un periodo di grande difficoltà personale.

L'accusa si concentra sulle frasi ingiuriose che il cantante avrebbe pronunciato nei confronti degli agenti di polizia intervenuti per eseguire il provvedimento di sfratto. L'episodio, avvenuto in un contesto di forte tensione emotiva e stress, è ora al vaglio delle autorità giudiziarie.


L'imputazione: perché la Procura chiede 9 mesi - Secondo la ricostruzione dell'accusa, Morgan avrebbe offeso pubblicamente alcuni poliziotti presenti all'atto esecutivo di sfratto, apostrofandoli con espressioni considerate oltraggiose. La Procura ha chiesto per lui una pena di nove mesi di reclusione, ritenendo che le frasi pronunciate fossero lesive della funzione e della dignità del pubblico ufficiale. Il procedimento, aperto a seguito della denuncia degli agenti, è giunto ora alle battute finali, con la discussione in aula e la richiesta di condanna da parte del pubblico ministero.

Gli insulti contestati durante lo sfratto del 2019 - Nel corso del processo, sono stati riportati i termini che avrebbero dato origine al procedimento. Morgan, secondo l'accusa, avrebbe definito gli agenti "mostri", "ignoranti" e "ridicoli", paragonandoli a "boia" e "becchini". Le espressioni sarebbero state pronunciate nel momento di maggiore tensione, quando l'artista si trovava di fronte alla perdita della casa che ospitava anche il suo studio di registrazione. Le immagini di quella giornata, riprese e diffuse all'epoca anche dai media, mostravano un clima concitato e carico di tensione.

La linea difensiva: agenti in borghese e sofferenza per la casa-studio - Assistito dall'avvocato Roberto Iannaccone, il cantautore ha spiegato di non aver riconosciuto i poliziotti, in quanto in abiti civili, e di aver rivolto le proprie rimostranze non agli agenti ma all'acquirente dell'immobile e all'ufficiale giudiziario. La difesa ha sottolineato lo stato di "profonda sofferenza psicologica" in cui versava l'artista, dovuto alla perdita della propria abitazione, un luogo per lui simbolico e strettamente legato alla sua attività musicale. Le parole pronunciate, ha sostenuto la difesa, sarebbero state "sarcastiche e teatrali", più espressione di frustrazione che di volontà offensiva.

Le tappe del procedimento e la data della sentenza -  Il processo si è svolto davanti al Tribunale di Monza, dove nelle ultime udienze sono stati ascoltati testimoni e acquisite le deposizioni. Dopo la requisitoria della Procura e l'arringa difensiva, il giudice ha fissato la data della sentenza al 17 novembre. Fino ad allora, Morgan resta imputato e non vi è ancora una decisione definitiva. L'esito del processo chiarirà se le parole pronunciate nel 2019 potranno essere considerate un reato o un eccesso verbale in un momento di grande tensione personale.