Panchina Azzurra: Il sogno proibito si chiama Guardiola, vuole 20 milioni l'anno

Giovedì, 23 Luglio 2026. Nelle categorie Primo Piano, Sport, Notizie

Panchina Azzurra: Il sogno proibito si chiama Guardiola, vuole 20 milioni l'anno

Sul tavolo la “proposta Marotta”, si lavora a oltranza per convincere Pep

L'Italia alla ricerca del nuovo Commissario Tecnico vive ore di attesa, calcoli di bilancio e suggestioni da capogiro. Sullo sfondo c'è sempre lui, l'oggetto del desiderio per eccellenza: Pep Guardiola. Il tecnico spagnolo non ha mai nascosto il suo fascino per il calcio italiano, ma per trasformare la suggestione in realtà serve un’impresa economica. La cifra sul piatto per convincerlo a sposare il progetto Azzurro si aggirerebbe infatti intorno ai 20 milioni di euro all'anno.
Una somma colossale che mette a dura prova le casse della FIGC, dove il tema del budget federale rimane uno scoglio tutt'altro che secondario. Eppure, per un profilo del genere, le eccezioni sono all'ordine del giorno.

Tra desideri e realtà: la posizione di Malagò
Per un’oretta abbondante, tuttavia, chi sta seguendo da vicino la vicenda ha potuto staccare la spina. Giovanni Malagò si è concesso una serata di relax a un passo dal Tevere, accantonando per un momento l'abito presidenziale. Indossata la maglia del suo storico Circolo Aniene, lo ha guidato alla vittoria della Coppa Canottieri, appuntamento classico e sentitissimo tra i circoli della Capitale.
A fargli compagnia in campo un nome che la panchina azzurra la conosce benissimo: Roberto Mancini, autore di ben 5 gol nella serata (ma questa, come si dice, è un'altra storia).
Al di là del calcetto d'evasione, Malagò aspetta e spera. Non è ormai un mistero per nessuno: Guardiola è il nome dei sogni, l'uomo per cui il Presidente del CONI e i vertici dello sport italiano sarebbero disposti a fare carte false, cercando formule creative pur di superare i paletti del budget federale.

Le riflessioni di Pep: fascino azzurro o sirene inglesi?
Ma cosa passa nella testa di Guardiola? Il tecnico catalano si trova a un crocevia fondamentale della propria carriera:
-L'attrazione per l'Italia: Pep ha sempre guardato al nostro Paese con affetto e rispetto, ricordando con nostalgia gli anni da calciatore a Brescia e Roma. L'idea di guidare una Nazionale di grande tradizione per un ciclo stimolante lo stuzzica.
-I nodi da sciogliere: Oltre all'ingaggio da capogiro, Guardiola riflette sul tipo di lavoro quotidiano. Passare dalla gestione giornaliera di un club al ritmo diradato di una Nazionale richiede un cambio di mentalità non da poco. Senza contare le pressioni di una piazza che chiede un riscatto immediato.

Tutti in gioco: da Conte a Pirlo (e la suggestione Mancini)
Se il capitolo Guardiola resta una trattativa da fantacalcio (o quasi), la corsa reale alla panchina azzurra si riapre ed è più viva che mai. I profili sul tavolo non mancano e ognuno porta con sé argomenti forti:
-Antonio Conte: Il profilo del martello, l'usato sicuro che garantirebbe carattere, disciplina e un'immediata identità tattica.
-Andrea Pirlo: La figura del giovane predestinato, forte di un carisma internazionale indiscutibile e di una visione di gioco moderna.
-Roberto Mancini: Sullo sfondo resta sempre l'ombra di un clamoroso ritorno o di un ruolo di garanzia, considerata la sua profonda conoscenza dell'ambiente e l'intesa mai sopita con le istituzioni sportive.

La caccia al nuovo selezionatore prosegue. Tra bilanci da far quadrare, sogni da 20 milioni e una lista di candidati pronti a subentrare, la FIGC si appresta a prendere una delle decisioni più delicate degli ultimi anni.